Questa è la home page di Gionata Stancher, socio Cactus & Co. della Sezione Trentino - Alto Adige.
GIONATA STANCHER
Questa la sua E-mail: gionata_tn@yahoo.it
Non sono un "collezionista" di piante grasse, solo un appassionato. Precisamente, un cactofilo. O giù di lì..." Con queste parole sto spiegando agli amici la mia passione per le piante grasse.
E perché mai le piante grasse? "Sentivo che avevano qualcosa da dirmi..." continuo nei miei pensieri il dialogo col mio interlocutore che nella realtà è già terminato. Mi rendo conto che difficilmente riuscirò a fare centro con queste brevi spiegazioni, giacché per una persona non abituata al contatto quotidiano con organismi viventi essere appassionati di piante grasse è più o meno come collezionare francobolli o tessere telefoniche usate trovate nelle cabine.
Ogni volta che mi trovo a dover definire il mio interesse verso le piante provo una certa inibizione ad usare il termine "collezionare" riferito ad un'attività che, come è evidente, va ben oltre l'accumulo di esemplari su di uno scaffale o in polverose bacheche di vetro, e che anzi vede come soggetti della raccolta degli esseri viventi dotati di una propria e intima esistenza, legata però in tutto e per tutto all'abilità del loro coltivatore.
Esiste una differenza fondamentale fra coloro che collezionano oggetti e coloro che, invece, si occupano della coltivazione di piante o dell'allevamento di animali. Nel primo caso il coinvolgimento può essere anche non continuativo nel tempo, e l'applicazione richiesta dall'attività può essere ridotta al minimo indispensabile. Nel secondo caso, invece, trattandosi di esseri viventi che richiedono specifiche cure per poter rimaner e in vita, grava sull'appassionato una responsabilità che non può esimerlo dal dedicarsi quotidianamente all'osservazione e alla cura dei propri beniamini. Ed è proprio la cura di un essere vivente a richiedere un'abilità del tutto speciale!
Ad ogni intervento che compiamo sulle nostre piante, avente lo scopo di mantenere o migliorare le loro condizioni di crescita, sia essa la semplice annaffiatura, il trapianto o qualsiasi altra operazione, corrisponde sempre un margine di incertezza che dipende dalla reazione che quel particolare individuo avrà in quello speciale contesto che gli abbiamo creato attorno. Ciò che non è possibile prevedere con assoluta certezza! Un coltivatore preparato, quindi, dovrà essere in grado di adattarsi alle esigenze delle proprie piante, e dovrà essere disposto a mutare e rinnovare di volta in volta le proprie convinzioni ed esperienze acquisite nel corso del tempo, qualora queste dovessero rivelarsi non soddisfacenti per una determinata specie. Tutto questo potrà sembrare un gioco rischioso, forse troppo impegnativo ed antieconomico in termini di sacrificio personale e di tempo dedicato a comprendere tutte le possibili cause di un insuccesso. Distoglierà molte persone dall'appassionarsi veramente a questo tipo particolare di hobby, il cui traguardo in fatto di conoscenza ed esperienza non è che un miraggio che viene in continuazione allontanato e reso irraggiungibile dall'apporto di sempre nuove scoperte ed esperienze. Ma l'appassionato è proprio colui che sarà in grado di lasciarsi portare al largo da questo oceano senza però perdere i punti di riferimento, cercando di cogliere da tutto ciò l'aspetto più interessante: la gioia interiore che deriva dall'osservazione degli esseri viventi, dalle cure loro prestate e il desiderio di conoscenza soddisfatto dalla lettura di testi e documentazione scientifica e divulgativa.
Questo lo costringerà a trovare in continuazione nuove soluzioni, a liberare la sua creatività: per esempio aggiungendo nuovi elementi al terriccio, trovando nuove tecniche di trapianto più sicure; ogni modifica apportata agli standard di coltivazione a favore di un approccio più individuale con ognuna delle proprie piante, è un tocco di colore alla tela bianca che sta dipingendo.
Così, quando mi avvicino alle mie piante, le osservo crescere, fiorire, riprodursi e qualche volta purtroppo anche morire, non posso fare a meno di constatare quell'affinità che ci lega, che è poi ciò che le rende ai nostri occhi così diverse da qualsiasi oggetto non vivente. Le piante grasse, con la loro enorme varietà di forme derivanti da migliaia di anni di adattamento alle pressioni ambientali, sono dei testimoni del passato che sembrano voler ricordare all'uomo la difficile e lunga via che ha dovuto percorrere per raggiungere la attuale condizione di animale dotato di ragione e, nel contempo, anche rammentargli quell'origine e quel destino che lo accomuna ad ogni elemento della natura vivente che lo circonda.
Gionata Stancher
Aztekium